Saturday , 21 May 2022
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La capacità di stoccaggio del Grande Porto di Tamatave ha oltrepassato i limiti. In particolare gli importatori di autovetture hanno visto crollare il loro giro di affari.

Tamatave: Importazioni in crisi

Il Grande Porto di Tamatave è sovraccarico. La sua capacità di ricezione e di stoccaggio ha oltrepassato i suoi limiti. Un quotidiano della capitale ha anticipato all’inizio della settimana che più di 3000 container sono bloccati a Tamatave da quando sono state poste le barricate antieconomiche a Brickaville nella provincia di Tamatave. Da fonte sicura, Il Porto di Tamatave ha dovuto prendere a prestito o affittare uno spazio supplementare e trasferire altri container alla sede della Camera di Commercio situata vicino al Porto. Un responsabile della gestione ci ha confidato, senza precisare, che il Porto di Tamatave dovrebbe incassare centinaia di miliardi, ma la situazione attuale non lo consente.

Una nave deviata

Una compagnia di trasporti marittimi, operante, tra le altre destinazioni, nell’oceano indiano, ha deciso, entro un mese, di non recarsi più nei porti marittimi del Madagascar. “L’operazione non è più redditizia in Madagascar, è meglio deviare la nave verso l’Europa, l’Asia, l’America, la Reunion, l’isola Mauritius. Passeremo di nuovo dal Madagascar quando la crisi politica sarà terminata e quando non si porrà più il problema del carburante dato che i nostri principali clienti si trovano nella capitale del Madagascar” ha precisato un azionista della compagnia dei trasporti marittimi.

L’importazione d’automobili in crisi

L’esempio di Océan Trade, una grande società importatrice di autovetture situata in Antananarivo, rivela che importare delle vetture con destinazione Madagascar è un’operazione ad alto rischio, dopo l’inizio della crisi. La società non realizza che il 20% del suo giro di affari.

Le barricate antieconomiche installate su tutte le strade nazionali non consentono più agli importatori di automobili di assicurare le operazioni. Il trasporto per via aerea non è conveniente. La responsabile delle comunicazioni della Océan Trade, Lila Andriambalo, ci confida che la società è riuscita a far sbarcare alcuni veicoli nel Grande Porto di Toamasina nel mese di gennaio.

Poi Océan Trade ha cessato le principali operazioni di importazione dato che riceve le sue vetture da un solo porto marittimo, quello di Tamatave, poichè i suoi principali clienti si trovano nella capitale. La vendita di auto nelle altre province funziona poco o niente ed è praticamente impossibile per il momento.
Ma il rallentamento non ha per ora prodotto effetti sulle risorse umane della società. La direzione generale dell’ Océan Trade ha promesso ai suoi 300 dipendenti che non procederà al licenziamento tecnico.