Monday , 18 December 2017
enfrit
L'anno 2002, che è l'Anno Internazionale della Montagna, diffonde il seguente messaggio: "Stai alla larga e trattami bene". Questo è il motivo per cui ci interesseremo del fenomeno malgascio della "lavaka".

Alaotra, regione minata dalla “lavaka”

Alcune abitudini tradizionali come la coltivazione sul terreno bruciato, la pastorizia intensiva, la deforestazione e tutte le azioni che conducono alla perdita di vegetazione senza rinnovo aumentano il fenomeno dell’erosione. In Madagascar le montagne sono particolarmente fragili e vulnerabili a questo fenomeno. I “tanety” (altopiani) riportano ferite aperte e segni indelebili di queste azioni. Queste larghe ferite sono irreversibili e creano la perdita dell’equilibrio tra il terreno e la vegetazione, chiamato “lavaka”.

E’ sulla strada nazionale 44, da Moramanga a Ambatondrazaka nella regione Alaotra, primo produttore di riso del Madagascar, che il fenomeno è davvero evidente. Lo stridente contrasto tra le nude catene monutuose piene di “lavaka” situate a destra della strada nazionale e la foresta di pini di Fanalamanga a sinistra, mostra l’importanza del manto della vegetazioneper la protezione delle montagne. La regione Alaotra, dove abbiamo campi di riso a perdita d’occhio, è completamente circondata da colline ferite che rovinano l’intera regione.

La lavaka è un problema molto serio per I 75.000 ha di campi di riso che si estendono nel bacino. L’erosione dell’altopiano porta inesorabilmente all’insabbiamento dei campi di riso e delle reti di irrigazione e drenaggio. Così la conseguenza è la diminuzione delle aree coltivabili, la fertilità del suolo e sopratutto, costi più elevati per il mantenimento dei campi di riso.

Il governo giapponese è per il momento il solo e unico sponsor che ha evidenziato il fenomeno. Da due anni finanziano un progetto pilota di stabilizzazione della “lavaka” per ridurre la velocità con cui acqua con terra e sabbia si immette nei campi di riso. I lavori sono basati sulla costruzione di barriere dentro la “lavaka”. Le azioni preventive di costruire canali di irrigazione e piantare specie vegetali hanno iniziato ad evitare che l’acqua fluisca nella lavaka.

Questa vegetazione cercherà di ricreare un manto vegetale in grado di diminuire gli effetti aggressivi della pioggia e il fenomeno del fusso erosivo.

Al momento le azioni sono molto sporadiche e gli agricoltori hanno notato che ogni anno l’aerea coltivabile dei loro campi diminuisce sempre di più. Il fenomeno non è nuovo. Da almeno 60 anni, ci sono scritti scientifici che tentano di dare l’allarme per questa situazione. Ora la situazione dell’Aloatra è molto seria!